Uno dei più importanti obiettivi extra campo della società biancoceleste rimane la costruzione dello stato di proprietà, individuato nell’impianto del Flaminio, situato a Roma nord. La questione non è mai stata semplice in partenza, essendo la struttura contesa da Lazio e Romano nuoto, società romana staccata dall’AS Roma, ma desiderosa di trasformare il Flaminio in un impianto di proprietà. 

Novità sul Flaminio e sul progetto

Come riporta Il Messaggero, nei giorni scorsi era stato annunciato il ricorso al Tar (tribunale amministrativo regionale) da parte di Roma Nuoto: depositato ieri in tribunale e protocollato in Campidoglio all’avvocatura comunale esso ripercorre la vicenda intricata e va dai primi atti di fine 2020, fino alla sentenza, del TAR stesso, che ha obbligato il Comune a riaprire la conferenza dei servizi, conclusasi il 19 dicembre scorso, con parere favorevole. Da allora, nonostante alcuni solleciti e diffide, il Comune non si è ancora pronunciato sul pubblico interesse e, il 10 marzo scorso, è intervenuta anche l’ANAC, chiarendo come il Comune dovrà decidere se concedere e riconoscere il pubblico interesse alla società Roma Nuoto. Solo qualora questo venga negato, a quel punto, si potrà davvero aprire la possibilità a dossier del progetto della Lazio e l’idea di Lotito potrà davvero essere valutata (il 6 marzo scorso è stato depositato il piano economico finanziario del progetto che vale 438 milioni di euro). 

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