Curva Nord Lazio

Per il cantante Lorenzo Giovanniello, in arte Seltsam, Lazio-Torino è stata una gara ricca di emozioni: la sua canzone “Mille Risse” è stata trasmessa allo Stadio Olimpico. Ai microfoni di Radio Laziale, Seltsam ha spiegato il testo della sua canzone e ha parlato della sua passione per la Lazio.

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Lazio - Fraioli

La passione di Seltsam per la Lazio

Ho saputo tardissimo che avrebbero mandato allo stadio la mia canzone. Ero nello studio di registrazione e mi arriva un messaggio in cui mi hanno detto che l'avrebbero passata. Ho chiamato subito mio padre dicendogli che saremmo dovuti andare allo stadio, abbiamo preso due biglietti allo stadio e siamo andati allo stadio in fretta e furia. Sono laziale per mio padre, mi voleva far vedere i calciatori. Sono andato a Lazio-Olympiacos, una partitaccia, ricordo che mi ha preso in braccio Pandev. Il mio primo idolo è stato Mauro Zarate, costringevo mio padre a comprargli gli scarpini perché volevo gli stessi suoi.

Il testo di “Mille Risse” e il commento sulla Lazio

La mia ultima canzone 'Mille Risse' è una canzone che parla d'amore. Volevo un coro da stadio nel ritornello, mi è stato chiesto qual era per me la cosa che amavo di più e che mi faceva esprimere di più il sentimento e da qui nasce: 'Per te mi butterei in mezzo a mille risse'. La Lazio è un amore viscerale, gli ho dedicato anche la mia tesi di laurea, dopo i rigraziamenti ho scritto: 'Alla mia Lazio perché sono sicuro che a Perugia pioverà ancora'. Questa squadra è un po' un mantra. Non ho mai mollato un centimetro in quello che ho fatto, anche quando non ero favorito, sono sempre stato sicuro che la fortuna prima girerà, che a Perugia pioverà ancora. Me lo ricordo sempre prima di ogni concerto. Il momento della Lazio è tosto, non ho iniziato la stagione con molte aspettative, ma lo faccio sempre. Io tifo lo stemma, sempre e a prescindere. La mia generazione di laziali ha vissuto anche momenti complicati. Parlando con mio papà gli dico che lui ha visto gli scudetti, ma che noi abbiamo rischiato la retrocessione nel 2010. Ricordo il mercato di gennaio e gli acquisti, con Floccari che fece un super girone di ritorno. Penso sia solo un momento in cui stare vicino alla squadra e cantare forti. Io giocavo mezz'ala, il mio idolo era Parolo. Un giocatore di tanto cuore in mezzo al campo, mi ispiravo a lui, è sempre.

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