“In un portiere non guardo tanto se compie il miracolo con una parata, quanto la sua gestione complessiva della partita. Lo valuto in base a come guida la squadra, a come interviene nei momenti giusti. Non è tanto una questione di parate in sé, ma di come gestisce l’intero match: se è attento, presente, se riesce a farsi ascoltare, se la difesa lo segue, se ha fiducia nei suoi compagni. Questo è l’atteggiamento giusto, e in Provedel, al momento, vedo tutte queste qualità. Nella sua gestione del gioco e nella comunicazione con i compagni, mi ricorda molto me stesso. Il portiere deve anche parare, non c’è dubbio, perché alla fine sono gli interventi che restano più impressi. Non saprei a chi paragonarlo, perché ogni portiere ha il proprio stile e le proprie caratteristiche, e oggi, rispetto al passato, è difficile fare paragoni, considerando anche i cambiamenti nel modo di giocare."

Il ruolo del portiere è cambiato molto negli ultimi anni, diventando più integrato nel gioco con i piedi. Come vedi Provedel in questo aspetto e cosa pensi della sua capacità di costruire il gioco dal basso?

"Oggi, un portiere ha bisogno di altre qualità e prerogative rispetto al passato. Deve essere molto bravo a giocare con i piedi ed essere sempre attento, perché in ogni momento può ricevere un passaggio. A volte, sembra che sia proprio il portiere a giocare più di qualche giocatore di movimento, visto che oggi viene chiamato in causa frequentemente. Provedel è molto bravo nella costruzione dal basso, ma ormai quasi tutti i portieri devono avere questa capacità, visto che gli allenatori la richiedono sempre più spesso. Di conseguenza, gli allenamenti si stanno concentrando sempre di più sul gioco con i piedi. Tuttavia, il vero allenamento avviene in partita. Finché sei in porta, puoi allenarti a fare parate e interventi, ma la gestione del gioco con i piedi si sviluppa soprattutto durante la partita, quando l’avversario ti pressa, mettendoti sotto pressione. I movimenti dei compagni devono essere coordinati, e il portiere deve sapere come comportarsi, senza farsi influenzare troppo dalle indicazioni dell’allenatore. In alcuni casi, l’allenatore potrebbe non volere che il portiere butti via la palla, ma cercare di rispettare a tutti i costi questa indicazione può portare a errori, perché il portiere deve sempre avere la libertà di scelta in base alla situazione che si presenta."

Cosa ne pensi di Mandas in Europa League? 

"Mandas sta facendo bene, è un portiere all’altezza. Non dico che l’alternanza sia la soluzione ideale, ma penso che vada bene così, visto che entrambi sono portieri di livello simile. È giusto che uno giochi in campionato e l’altro in Coppa, anche perché la differenza tra i due non è enorme, e così facendo dai a entrambi la possibilità di giocare partite che, alla fine, sono importanti. Se uno dei due dovesse essere chiamato in causa per infortunio o squalifica dell’altro, deve essere pronto, e la cosa che ti fa essere pronto sono proprio le partite. Penso quindi che questa scelta sia corretta, e i risultati lo confermano. Inoltre, c’è un ottimo spirito di gruppo alla Lazio, che fa davvero la differenza.”

Oggi la Lazio affronterà il Parma, una squadra che ha sempre dato filo da torcere. Come vedi la sfida? Pensi che la Lazio abbia il gioco giusto per portare a casa i tre punti?

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