Federico Marchetti - IPA
Federico Marchetti - IPA

L'ex portiere biancoceleste, Federico Marchetti, attuale estremo difensore Marsaxlokk, squadra che milita nella massima divisione maltese, è intervenuto ai microfoni di Radiosei per parlare della sua esperienza in biancoceleste con quell'indimenticabile 26 maggio di cui lui è un eroe assoluto, della stagione della Lazio soffermandosi anche sul periodo delicato che sta vivendo Ivan Provedel non facendo mancare parole di grande stima e conforto. 

Le parole di Federico Marchetti a Radiosei

Sono a Malta, è stata una scelta anche per la famiglia; mio figlio qui impara bene l’inglese, sono arrivato con Luciano Zauri poi lui ora non c’è più ma io fino a giugno sarò qui. Mi diverto.

Seguo la Serie A, in primis la Lazio. Campionato sopra alle aspettative quello dei biancocelesti. Sapevo che il mister era molto preparato, chiaramente questa è una piazza importanti e per lui è la prima volta in un club superiore rispetto agli altri che aveva allenato. C’erano quindi dubbi su di lui, ma ha dimostrato subito di essersi integrato alla grande e poi ha fatto parlare il campo. Ha smentito tutti con lavoro e umiltà, complimenti a lui, ha dimostrato di essere un tecnico che può stare in un grande club.

Con me prima c’erano Vargic e Bizzari, poi Strakosha; nel mezzo Berisha e lui ha giocato molto quando ho vissuto un periodo personale complicato e non mi sentivo tranquillo, avevo chiesto al tecnico di stare fuori per recuperare la forma giusta. Mister Reja, che era subentrato a Petkovic, può confemarvi. E’ un grande uomo, mi chiedeva spesso come stessi, voleva che rientrassi. Allenatore e società, in accordo, sapevano tutto e mi sono tirato indietro dopo aver parlato con loro. Non dare tutto, mi sembrava un torto. Per me la squadra viene prima del resto e se le cose non sono ok è giusto ragionare da uomo e fare un passo indietro. Ho fatto un anno fuori rosa, Strakosha poi si era preso il posto.

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