Non è mai stato sincero. Nell’estate 2003 mi escluse dalla squadra, ma prima del turno preliminare di Champions contro il Benfica mi richiamò perché si era accorto di avere diversi infortunati. Quando mi chiese di giocare io gli tirai la maglietta in faccia. Pochi giorni dopo andai a Udine.
Il ritiro dal calcio
Ho smesso così presto perché ne avevo abbastanza del calcio. I falsi amici, le false promesse, le truffe. Firmavo accordi per farmi pagare in dollari e mi rifilavano i pesos. Il mio sogno è quello di diventare allenatore a tempo pieno. Ad oggi non ho nessun rimpianto. Ho una bella famiglia, la santeria e due figli che tifano Lazio. I gol più belli che ho fatto.